Pasquale Muto, nato a Napoli il 24 maggio del 1980, celibe ma fidanzato con Mary.
Residente a Casoria, periferia nord di Napoli, dove da bambino, come tanti altri ragazzi della periferia, giocava a calcio tra le strade immaginandosi in campi di calcio tra auto in sosta, negozi, etc.
Erano notti magiche, quelle dei mondiali di Italia 90, con Baggio e Schillaci a far sognare ma anche di Maradona, che da “scugnizzo adottato dai napoletani”, seppe mettere in difficoltà il cuore di tanti partenopei, e come spesso accade né ai primi né al secondo toccò alzare l’ambita Coppa del Mondo.
Il sogno di Pasquale era di calcare il campo da calcio della sua squadra del cuore, il Napoli, così come è accaduto al suo concittadino Erminio Rullo, ma ben presto si capì che non era il suo sport….
Poi, una domenica la svolta, Luigi Muto, che doveva disputare una gara ciclistica, portò con sé il cuginetto Pasquale che si innamorò del ciclismo a prima vista dichiarando poi: ”Lo Sport più bello del mondo”.
Iniziò a gareggiare a 12 anni, ben presto arrivarono i primi successi, ma anche le prime delusioni….
A deluderlo non furono i risultati che anzi lo spinsero a superare tali difficoltà, ma come tanti ragazzi del Sud, emigrò in Toscana per poter continuare a sognare e maturò in lui la consapevolezza di esser nato in una regione dove lo sport, da lui preferito, non gli consentiva di poterci restare…..
A 16 anni, già, si rese conto di ciò che significava vivere lontano da genitori, parenti ed amici.
Le caratteristiche del corridore, sono quelle dello scattista, corridore di corse da un giorno (anche se non nasconde la stima per Miguel Indurain, re delle corse a tappe per più di un lustro),
La carriera dilettantistica di Muto è quella del campione predestinato con le circa 25 vittorie tra cui spiccano quelle di “Mercatale”(un autentico mondiale per dilettanti), della “Firenze-Modena”, della Coppa Caivano, della Ruota d'Oro e del Campionato Toscano, che lo porteranno ad imporsi a livello nazionale ed a vestire la maglia azzurra all’ Europeo di Bergamo ed al Mondiale di ZOLDEN come riserva(considerato il percorso poco adatto a Pasquale poichè pianeggiante).
Proprio con questi successi che si è guadagnato il passaggio al professionismo, nella Miche ora Miche SilverCross, vincendo nel Giro della Bulgaria oltre ad ottenere preziosi piazzamenti, soprattutto al Gp Matteotti dove negli ultimi quattro anni non è mai uscito dalle prime dieci posizioni(2° e 4° nel 2006 e 2007) 3° ALLA CORSA DELLA PAIX ma anche 3° nel Memorial Pantani(2008), 4° nel Trofeo Melinda(2007), 4° ad una tappa del Giro del Trentino(2008) dove anche il CT della nazionale, Franco Ballerini ha avuto parole di elogio per il corridore campano che mira ad ottenere, a suon di risultati, la convocazione ai mondiali di settembre prossimo nella competizione iridata che si disputerà a Varese. Parlando con Pasquale, ne scorgiamo altri aspetti, preferisce la MotoGp alla F1 ma ha l’hobby della lettura e non nasconde mai la sua napoletanità (preferisce Massimo Troisi come attore e la pizza margherita come cibo) e non nasconde un profondo dispiacere quando ci, e si, ricorda che nel 2006 c'erano 12 ciclisti professionisti napoletani (tra cui gli exiridati Figueras e D'Amore ed il suo grande amico Filippo Perfetto) mentre adesso ce ne sono cinque nonostante il forte interesse degli ultimi tempi dimostrato dai Media.
Preferisce la mediterranea Penelope Cruz come attrice ma ha in mente un film, da molti criticato, “I colori dell’anima” interpretato da Andy Garcia e probabilmente si identifica nel protagonista “Modigliani” che come lui ricalca scene importanti ma che inevitabilmente prova momenti di acute riflessioni.
Riflessioni che spingono il capitano della Miche SilverCross, a desistere all’invito, della sua squadra, a trasferirsi al Nord, ma oramai, dopo i dovuti giovanili sacrifici, Pasquale vuole dimostrare, che anche in Campania si può fare il corridore dandone esempio ai tanti giovani appassionati di questo sport che ancora calamita milioni di spettatori in TV e sulle strade ad incitare i propri campioni, oggi uno di questi è Pasquale Muto ma da lui ci si aspetta che si affermi come fuoriclasse che, nel recente passato, ha dimostrato di poter essere.
Terminiamo per il momento questo viaggio virtuale nel passato e nel presente di Pasquale Muto, che “nell’ora della siesta” si rilassa in via Caracciolo (ci confida: “se la sognano una strada così in Veneto, in Toscana ed il Lombardia…”) e gli auguriamo un futuro pieno di successi, non solo sportivi, ma intanto il Matteotti è alle porte e Pasquale risponderà PRESENTE.